si vivesse solo di inizi, |
di eccitazioni da prima volta |
Mi sveglio tardi in una giornata che in poche, brevissime parole,nonshaddafare.
Secondo giorno da neopatentata, bitches. E non avete idea di con quanta naturalezza riesco a guidare ed ad adattarmi a qualsiasi tipo di macchina che mi mettiate sotto il culo.Esco per guidare un po’. Una serie…
ciaociao.
La noia!
Stanotte ho fatto un sogno bellissimo.
Mi scrivevi una mail infinita dove mi raccontavi un sacco di cose. Tutto, mese per mese, come se fosse anni che non ci sentiamo.
Mi mancano le nostre chiacchierate, piccola Pulce.
M.
Ciao, stasera mi sento bellissima. Probabilmente non me lo sentirete dire mai più, quindi segnatevelo.
-bho comunque pensavo uscissi
-per carità, non voglio slogarmi una caviglia scivolando nella bava delle zitelle arrapate.
"
Chuck Palahniuk, Invisible Monster
Los objetos fueron hechos para ser usados.
Las personas fueron hechas para ser amadas.
El mundo va mal porque
se usan a las personas y se aman los objetos.
Objetcs were made to be used.
People were made to be loved.
The World goes wrong because
people are used and objects are loved.
Gli oggetti vennero fatti per essere usati.
Le persone vennero fatte per essere amate.
Il Mondo va male perché
si usano le persone e si amano gli oggetti.
Tutti fissi su servizio pubblico. Ricordo con un sorriso le videochiamate mentre facevamo brutte facce ad ogni assurdità.
Landini, un mix di genialità con la faccia metà Guzzanti e metà James Spader(Stargate).
Travaglio e i suoi sorrisi amari.
NoTav a ripetizione, che a forza di sentirne parlare tutti si stanno stancando sempre di più.
E, si, mi manchi un po’
Ma eri così sexy sai: eri tutta bagnata di pioggia e… io… avevo il folle impulso di metterti contro la superficie lunare e… darmi a perversioni interstellari.
Ho tutto ciò che mi serve:
Un buon film di Allen
Wagner nello stereo
Un libro di C. Palahniuk accanto
Una bottiglia di Chianti.
Ho tutto ciò che mi serve,
o almeno fingo di non desiderare nient’altro.
Hooverphonic - Sometimes
From M.
To Juan
A volte scopri di aver voglia di cantare…
A volte ti rendi conto che ti stai prendendo troppo sul serio…
A volte scopri che stai facendo qualcosa che ti pesa…
A volte ti sembra che quella cosa sia un investimento per il TUO futuro…
A volte metteresti al primo posto il presente, xke conta ciò che sei ora…
A volte ti chiedi dove hai sbagliato…
A volte ti senti solo in mezzo alla gente…
A volte hai un idea…
A volte hai un sogno…
A volte “sei tossico di pere, di affetto, di sogni , di sesso e di idee”..
A volte “sei tossico sempre di cose che non sono tue”…
A volte sei “in pieno rock and roll”…
A volte appendi la tua chitarra al muro…
A volte però l’appendi proprio per averla vicina, quando più ne hai bisogno…
A volte rileggi lettere con su scritto: “vorrei rivederti suonare e cantare un giorno”…
A volte rileggi: “insegui i tuoi sogni, non buttarli via”…
A volte dai un pò di te stesso ad una sanguisuga…
A volte esci con persone di cui non te ne sbatte un cazzo ( o forse gran poco)…
A volte ti domandi perchè sei ancora qui…
A volte sei euforico…
A volte (altre volte) sei sfinito…
“Sometimes I feel good
At times I feel used”
A volte capisci che non ha senso guardarsi indietro…
A volte “it’s such a waste to always look behind you”…
A volte ” you should be looking straight ahead”…
A volte riesci anche ad essere un pò te stesso…
A volte (il più delle volte) sei estraneo a te stesso…
A volte pensi che il meglio debba ancora venire…
A volte, e quelle volte sei in viaggio…
A volte ritrovi vecchi amici…
A volte quelli stessi amici ti ricordano che ci sono…
A volte sei cosi svogliato che non ti passa proprio niente…
A volte whiskey…
A volte acqua minerale…
A volte “Adesso sto scrivendo un sacco di cazzate”
A volte “seduti in riva al fosso”
A volte l aria primaverile ti da un bacio sulla guancia…
A volte il profumo di cannella…
A volte il profumo di donna… ; )
A volte l’abbracci, il tatto è in estasi…
A volte sei un tutt’ uno con Lei…
A volte la perdi di vista per mesi…
A volte ti manca ma non c’è modo per riaverla…
A volte persino una canzone dei modà ti strappa una lacrimuccia…
A volte sembra sia tutto qui…
A volte l’ universo complotta affinchè tu ottenga tutto ciò che vuoi…
A volte rivedi tuo padre…
A volte capisci che hai già detto abbastanza…
A volte lasci parlare gli altri…
A volte trovi il coraggio di dare un primo bacio ad una persona…
A volte ti vergogni troppo per farlo…
A volte torni a casa e pensi, perchè non ho chiuso gli occhi e basta…
A volte ti voglio bene mamma…
Che rende il paesaggio intorno ancora più fitto e troppo distante da me.
Ieri sera ti ho visto. Reale, purtroppo, o per fortuna.
La mia verginità perduta fatta persona. O meglio, quasi. Tu, primo amico di letto. Ricordo come fosse ieri. Al tempo mi chiedevi di fare cose che non sapevano da niente, nella mia mente. Gesti, atti, del quale ero quasi totalmente estranea. Troppo giovane e troppo ingenua. Sei la mia druga, mi dicevi. Subito dopo la tua mano picchiava il finestrino di una macchina troppo piccola mentre gemevi. Occhi color mare. Troppo misteriosi. Troppo intelligenti. Troppo furbi.
Mi ricordo quando mi accompagnavi a casa tua. Ricordo le corse in bagno subito dopo aver ricevuto il tuo messaggio: “fra 15 minuti ti passo a prendere”.
Ricordo un corridoio silenzioso. Una camera anonima mentre il tuo cane dormiva beato sul pavimento, mentre m’incazzavo quando la testa sbatteva contro l’armadio troppo basso per le nostre esigenze, mentre ti mordevo il collo, e mi avvicinavo a quell’orecchio così traforato di buchi. Quei capelli morbidi. Quelle mani grandi. Quel tuo sospiro dolcissimo sulla mia schiena.
E quella volta che ci siamo persi di vista, quella no, non la ricordo. E non riesco a giustificarmi di averlo fatto accadere. E quando G. ti scriveva gelosissimo, dopo anni dall’ultima volta che ci siam visti. Mi scrivesti “L’amore è come un fiore, prima o poi appassirà e morirà”. Morivo dalla voglia di vederti.
Maledetta me e il mio essere così poco impulsiva.
E quando ieri ti ho visto, accompagnato da una lei, a ripensarci dovrei ammazzarmi. Ti ho guardato per pochissimo tempo, il giusto da riuscire a riconoscerti, e poi sono andata via. A testa bassa. A totale sottomissione. Anche dopo 8 anni questo è l’effetto che mi fai. I tuoi occhi blu. Le tue labbra carnose. Quelle parole che mi penetravano. Quelle mani che avevano il totale controllo di me.
Mi manca, sentirti addosso.
M.

dunque, mentre il “sistema” ci frega i soldi inceppandoci i cervelli cercando di capire il significato di parole come “spread” e “bunga bunga”, ora ci interroghiamo tutti sul significato di parole come “c string”, che non è la corda di do ma una cosa che va indossata quando si vuole mostrare la farfalla…. oddio!
Se vai in fretta,
il tempo volerà davanti a te,
come una timida farfalletta.
Se vai piano,
il tempo verrà dietro di te,
come un tranquillo bue.
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Alla finestra pura del cielo,
fiori mi stan chiamando con le dita,
parlando forte; io ascolto sottovoce, da lontano:
- Orsù, vieni; la primavera
abbellisce di luce nuova la luce eterna;
sorgi subito a vedere il nuovo giorno
questo ch enon ha piu fine! -
E ho voglia di svegliarmi, e ho voglia di alzarmi
dal letto della mia carne.
Ma, infine, le mie ali
incerte
si trattengono dal volare sole.
E un fiore, tra tutti - che somiglia a te -,
gli occhi alla finestra, piange in silenzio.
Un lettino, musica giusta, il ronzio della macchinetta e mille aghi che ti feriscono.
Lasciatemi qui per sempre.